Lunghezza è mezza bellezza!

Ispirato dal commento di un visitatore (non dico chi, così vi rileggete tutti i commenti e pare che ho più accessi ^^), finalmente un post utile che vi spiega qualcosa di pratico: cos'è una cartella?

In sostanza, la cartella dattiloscritta è l'unità di misura dell'editoria. Una cartella equivale a una pagina di 30 righe x 60 colonne di testo, pari cioè a 1800 caratteri. In questo modo, invece di dire "racconto di 3 pagine e mezza in formato word con interlinea 5 e carattere 14", si può dire il numero di cartelle e tagliare la testa al toro.

E qui torniamo al discorso di quanto è rimbambita la gente che lavora nell'editoria.

Word e Openoffice, nelle statistiche di un documento, ti dicono il numero di caratteri. Non ti dicono cioè che hai scritto, ad esempio, 5 cartelle, ma che hai scritto 9000 battute. Per sapere quante cartelle sono, tocca fare la divisione... non che sia tanto complicato, ma non facevamo prima a dire direttamente i caratteri?

Qualcuno dirà eh ma le cartelle sono le pagine del libro, no? No! Se contate righe e colonne di un libro stampato, vedrete che in nessun libro mai edito sulla Terra una cartella equivale precisamente a una pagina. Sono sempre 32x50, 35x60... 30x60 preciso MAI!

Comunque, le cartelle possono aiutarci a classificare le opere letterarie in base alla lunghezza, cosa talmente interessante da occupare il resto del post:

1-3 cartelle: la maggior parte dei miei amici aspiranti scrittori scrivono un racconto di 3 cartelle all'anno... e ovviamente sono tutti convinti di essere grandi autori ^^

4-10 cartelle: un racconto, oppure le pagine annue scritte da quelli che da quando li conoscono stanno scrivendo un romanzo che apparentemente non finiscono mai.

11 - 50 cartelle: racconto lungo. Di solito vengono spacciati per romanzi e venduti a 10 euro con caratteri grandi, spazi enormi tra le righe, bordi che prendono mezza pagina e un foglio bianco tra un capitolo e l'altro. La forma più remunerativa di scrittura (potrete arrivare a scrivere un libro a settimana), se trovate chi ve li pubblica ^^

51 - 100: romanzo breve. Già bene o male ci siamo quasi arrivati... a cosa? Bo', non volevamo scrivere un romanzo?

101 - 150: romanzo non troppo breve. Se andate a vedere, molti libri di successo sono in questo gruppo. Sarà che essendo corti la gente li compra più volentieri e soprattutto li finisce prima e così gli editori fanno più soldi?

151 - 300: il romanzo standard. C'è poca differenza tra i due estremi (150 o 300 cartelle), tanto vale che scriviate di meno che tanto vi stancate e basta.

300 - 400: romanzo corposo. Io ho scritto un romanzo di 300 e passa cartelle (Mozart di Atlantide). Il problema è che un libro così lungo di un emergente nessuno ha il coraggio di leggerlo.

400 - 600: Harry Potter e tutti i best seller che vendono milioni di copie. Gli autori di calibro ne sfornano uno ogni 6 mesi... o pagano qualcuno che glielo sforni e ci mettono il nome loro. Che poi è quello che farò io quando sarò famoso ^^

+ di 600: Un mattone di quelli che non finiscono mai. Di solito è un libro fantasy, oppure di qualche scrittore dell'Europa dell'Est che magari è morto di fame oppure è finito fucilato. Forse questo è il famoso unico libro all'anno che, a detta delle statistiche, leggono gran parte degli italiani. E ci credo, vale come 4 o 5 normali! Ecco di chi è la colpa della crisi dell'editoria, di Tolkien, Dostojevski e tutto il gruppo degli amici loro... brutti bastardi! (Detto alla hanno ucciso Kenny ^^).

Simone

31 commenti:

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Io preferisco sempre i romanzi corposi, sia da leggere che da scrivere. Però, se permetti, i romanzi "non troppo brevi" non mi pare siano i più letti, ma perlopiù i più pubblicati. Gli editori la pensano come te, evidentemente, eppure ho notato che chi legge per davvero - il lettore medio che legge un libro per due-tre mesi per poi passare a un altro, a ritmi più o meno comodi - se ne infischia della lunghezza, e preferisce una buona storia.
Solitamente però questi lettori consumano gialli e detective, ergo: leggono 300 pagine circa. E i periodi fertili sono: Natale, Primavera ed Estate.

dactylium ha detto...

Be', in effetti l'unità di misura della cartella può essere comoda, però per chi non ne è avvezzo (come me) risulta scarsamente significativa.

Se mi dicono: "un romanzo di 300 pagine in formato A5" riesco a figurarmelo mentalmente; se invece mi parlano di "un romanzo di 400 cartelle" per me è arabo.

Un po' come quando ai TG si sente dire: "l'imbarcazione, che procedeva ad una velocità di 20 nodi, ...". Ma a cosa cavolo corrispondono 20 nodi??!! O le miglia nautiche? Io so a malapena che un miglio terrestre corrisponde a 1600 metri (forse).

Va be', vado a farmi una pinta di birra ...o era un gallone?
Ciao, dacty

Shadowman ha detto...

fosse stato per me ora sarei andato a farmi un galeone di birra...però c'ho da ripetere ancora itteri vari e compagnia bella...ps per leggere la fine di commenti scabrosi del post precedente...passate dal post precedente! lol

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ah, dimenticavo: il regolamento del concorso a cui sto partecipando diceva che si accettavano racconti della lunghezza massima di 5 cartelle in formato A4, carattere Arial, dimensioni 12. La prima cosa che ho pensato quando l'ho letto, è stata: "Eh, sì, ma questa non è una cartella."
Quindi, se anche per voi il termine "cartella" è arabo come per me e Dactylium, non preoccupatevi, non siamo gli unici. :D

Shadowman ha detto...

cmq, se una cartella so 1800 caratteri...mi devo frenare -.- sono quasi alla fine del quinto capitolo, cioè praticamente all'inizio, e sto già ad 83 cartelle...ehm...

Simone ha detto...

Fede: se sono i più pubblicati, forse sono anche i più venduti? Forse.

Dacty: c'è gente che ama alla follia complicare le cose. Mi è venuta sete...

Shadow: se stai scrivendo la tua tripla trilogia fantasy, direi che per 5 capitoli 83 cartelle sono anche poche. Io aggiungerei delle descrizioni, un paio di mappe e una lista di nomi ^^

Simone

Shadowman ha detto...

eh no...la trilogia fantasy verrà più in là...questo è un altro di quelli che rientra tra le categorie da eliminare da parte tua: thriller con elementi pulp...scritto malissimo ovviamente, però almeno mi tolgo uno sfizio. :P

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Dove sta scritto che sono i più venduti, Simone? :P A me non risulta.
Ma è anche vero che il proprietario della mia libreria di fiducia ha mandato indietro i libri della Ruota del Tempo di Jordan (finora sono più o meno 8 libri da minimo 800 pagine ciascuno...)

dactylium ha detto...

Posto qui perché si tratta dell'ultimo post del blog.
Non ricordo se ne avevate già parlato; sicuramente vi è noto, però per scrupolo segnalo questo servizio di print on demand: www.blurb.com

Simone ha detto...

Shadow: il thriller pulp DEVE essere scritto malissimo, è una prerogativa del genere ^^

Fede: adesso chiamiamo il sig. Mondadori e gli chiedi quale formato di libro vende di più, ok?

Dacty: grazie per il link, sembra un buon sistema per stampare libri fotografici.

Simone

dactylium ha detto...

In effetti è vero, è più votato alla satmpa di libri fotografici.
Ammetto che in precedernza ho dato solo una rapida occhiata al sito, perché avevo letto altrove un articolo che lo presentava come alternativa a Lulu.
Be' poco male, Simo, tu sei anche un fotografo.
Ciao, dacty

wood ha detto...

avevo una compagna di liceo ( MAJORANA _ MONCALIERI MITICOOO) che si chiamava Federica Navarra..non è che è tua sorella..??
so che questo commento non ha nulla a che fare con il post che leggero a beve, non avermene

Shadowman ha detto...

beh via...allora magari sono su una buona strada...lol

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Bisogna scaricare un programma apposito che il sito ti offre, ma ci sono problemi col server - hanno tolto (presumo momentamente) il file dai downloads.
Simone, io ti suggerisco di proporre i tuoi romanzi al Papa - io lo farò a breve. Il suo Gesù di Nazaret sta vendendo un casino, quindi l'editrice Vaticana è forte... XD

Shadowman ha detto...

io non arriverei mai a questo...dare il romanzo al papa...anche perché proprio ora sto scrivendo di una scena di sesso...e poi via...per piacere...ghghgh

Anonimo ha detto...

CARI RAGAZZI, LEGGENDO LA DEFINIZIONE DI CARTELLA SPERO DI AVER CAPITO CHE: COME IN DOCUMENTI SCRITTI IN WORD E OPENOFFICE ANCHE IN TESTI SCRITTI SU CARTA O ALTRO AD ESEMPIO, SI CONTANO SPAZI VUOTI E PUNTEGGIATURA,E PER SPAZI VUOTI SI INTENDONO ANCHE TUTTI GLI SPAZI COMPRESI TRA LA FINE DI UNA RIGA E L'INIZIO DI UN'ALTRA A CAPO.

Simone ha detto...

Anonimo: sì contano anche gli spazi. In word o openoffice se vai nelle statistiche del documento ti dice il numero dei caratteri, e da lì puoi calcolare quante cartelle sono.

Anonimo ha detto...

L'altezzosità dell'autore è particolarmente indisponente. Questa sua fisima per "la lunghezza", ridicola. La sua presunzione di giudicare a priori un lavoro in base al numero di battiture, patetica.
Mi chiedo se l' autore abbia mai sentito parlare di Grossman o di Fredrick Brown.
Ad ogni modo, credo che la fastidiosissima boria di cui l'autore sembra ammantarsi (compiacersi?) mi inibirà dal leggere anche un solo rigo dei suoi...romanzi.

Simone ha detto...

Anonimo: grazie, un abbraccione e torna presto! ^^

Simone

zeto ha detto...

Anonimo ma non romp i cazz!!

Anonimo ha detto...

Grazie per aver lasciato questo articolo in rete. Mi è stato prezioso.

anna maer ha detto...

grazie per le info, un ripasso fa sempre bene, buona scrittura
e...lettura

chiara ha detto...

L'innegabile boria dell'autore compensa il tecnicismo dell'utilissima spiegazione, rendendola di conseguenza interessante. Ringrazio esprimendo a quest'ultimo la mia solidarietà, non tanto per il contenuto, quanto per la forma(del resto, la superbia per gli scrittori è essenziale ^^).
Lo saluto concludendo che, per quanto mi riguarda, io scrivo finché non ho finito. E qui, ho finito.

Ely ha detto...

Simone sei stato fantastico
Divertente ed esaustivo.
Grazie :)

Anonimo ha detto...

eheh a questo proposito ti lascio un pensiero tratto da un libro, non ancora pubblicato perchè le copie erano già esaurite. Un libro esaurito di uno scrittotre ingordo.

A lui non piaceva leggere libroni di seicento pagine, non considerò mai gente come Hemingway o Joyce, ma non perché pensava non fossero buoni, ma solo perché i loro libri erano troppo grossi. Erano mattoni che pesavano come macigni, di quelli che quando la notte di Natale guardi le confezioni dei regali sotto l’albero e in mezzo a queste vedi un mattone impacchettato in carta patinata e infiocchettato di rosso, tu preghi Gesù Bambino che quel dono non sia per te.

Simone ha detto...

Hemingway saranno 200 pagine massimo! :)

Anonimo ha detto...

sei sicuro? ok
errata corrige: non sopportò mai gente come hemingway perchè, nonostante i suoi romanzi fossero dei mattoni di 200 pagine al max, era così noioso e prolisso che coi suoi libri non venduti ci costruivano le case, oppure staccavano a una a una le pagine e ci facevano gli aereoplani. grazie della dritta ciao ^^

Anonimo ha detto...

In poche righe hai insultato 1) chi lavora nell'editoria e 2) i tuoi amici aspiranti scrittori. Fossi in te mi vergognerei, invece di vantarmi di scrivere su un blog. Uno spazio per comunicare è una responsabilità, un'opportunità, e dovresti comunicare con rispetto. Non si tratta del tuo stato di facebook ove ti senti libero di insultare, deridere ed altro. Alessandra

Simone ha detto...

Di che dovrei vergognarmi?! Dire la verità con ironia non è insultare e io non ho mai offeso direttamente nessuno. Tra l'altro quando scrivevo su questo blog facebook manco esisteva. :)

Simone

Anonimo ha detto...

Certo che il Mondo è davvero ricco di differenze! Non comprendo come qualcuno possa leggere insulti, offese e qualsiasi altro tipo di negatività in un articolo tanto simpatico. Complimenti Simone. Enzo.

JoeGreg ha detto...

Grande! L'ho letto con grande ritardo ma... Mi è servito per sghignazzare almeno 5 minuti.